Rugby: Noia tecnica sull'Inghilterra Nuovecchia

February 1, 2018

 

Sono strambi gli inglesi di Eddie Jones, ricordano i Rod McQueen Brumbies di fine anni '90, con l'apertura che gioca piattissima (e quando arriverà Marcus Smith estremizzerà ancora questa tendenza), ma anche i giapponesi di (par forza) Jones.

 

Metti che sia un limite mio o un ricordo sbiancato, ma guardando i 3/4 di McQueen non capivo mai chi sarebbe andato a vuoto per la palla e chi l'avrebbe ricevuta davvero. 

 

Gli inglesi di adesso invece mi sembrano gestualmente più leggibili o semplicemente non altrettanto assorbiti dal pensiero che Wayne Smith avrebbe codificato più tardi: «non corriamo "per finta", semplicemente ignoriamo la scelta dei playmaker, esattamente come gli avversari (e il pubblico)».

 

Infatti non hanno 3/4 giganteschi, nemmeno enormi ball carrier, nemmeno un 12one per una specie di “Warren Ball”, unico possibile devastatore fuori modulo sarebbe Tuilagi.

 

Il Giappone (già con Kirwan) giocava ad aggirare gli avversari grossi e a tirarli storni con uso tattico del piede e raddoppi da League (so che dà fastidio, ma bisogna ricordare che anche Kirwan ha giocato e studiato e saccheggiato il “13”).

 

La sommatoria di Jones porta l'Inghilterra a essere tatticamente un Giap che non ha paura del contatto. Insomma, se possono vanno per lo spazio, usando spesso coppie di giocatori vicinissimi, ma non sono obbligati.

 

Il 10, il 12 e il 15 stanno spesso dietro le coppie, se si arrangiano bene altrimenti palla veloce e fuori.

 

Un po' fuori moda, adesso si usano molto le unità da 3 o da 4.

 

Moderni perché vanno a pescare ancora più indietro.

 

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