Cricket: Apartheid e Rebel Tour semplificato, Ep. 2 "Sun City"

November 4, 2017

 

 

 

35 anni fa il tour inglese nel Sudafrica dell'apartheid, contro il divieto internazionale.

 

C'erano le nazioni unite dietro il boicottaggio del Sudafrica, un gruppo di sportivi (per soldi o per convinzione politica) decideva di fare diversamente.

 

Paul Simon (non l'imitazione di Mai dire Gol, quello vero) faceva arrabbiare anche l'African National Congress e andava a suonare/registrare con musicisti locali. A me quell'album ("Graceland") porta tanto sonno e tanto senso di pretesa intellettuale pedociosa, ma è innegabile che politicamente (nel bene o nel male secondo le opinioni) sia stato un passaggio importante.

 

Altri musicisti (Elton John, Sinatra, Queen e altri) la pensavano come i cricketer e suonavano, altri ancora si univano sotto la sigla “Artists Against Apartheid” con “Sun City” ("ain't gonna play Sun City!").

 

C'erano quasi tutte le iper-star, a usare Sun City, resort di un magnate che offriva super cifre per suonare in un complesso kitch. Giravano topless e scommesse vietate da un regime che permetteva il filo spinato white/black ma vietava ufficialmente tutto quanto immorale e non boero.

 

 

Van Zandt, Lou Reed, Ringo Starr, tutti insomma, a usare quel villaggio di piacere a metafora di una nazione che detestavano e a gridare che non ci avrebbero (to play) suonato.

 

Mentre All Blacks e Inghilterra di Cricket, con nomi farlocchi ci andavano a (to play) giocare.

 

Tutti convinti di avere ragione.

 

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