AFL/Rugby: Low Torpedo, Quade Cooper, Dustin Martin

March 27, 2017

 

“The Torp is back” titolano (è partita la 1ma giornata di AFL) sul sito ufficiale dopo Richmond–Carlton, il torpedo kick è tornato. 

C'è anche un video con il goal di Dustin Martin.

 

Lo dicono sempre ma non è mai andato via, anche – mi riferisco agli allenatori - chi lo vede come un calcio rozzo lo allena e lo chiede ai suoi giocatori, chi per le uscite, chi per i goal, chi solo per guadagnare tempo sui punteggi stretti.

 

Ne abbiamo già parlato ampiamente, con video, nocciole di fisica, logica e dettagli, giusto un breve reminder biomeccanico: il disegno, che indica il punto di impatto e l'inserzione nell'aria, molto differente dagli altri tipi di calcio.

 

Adesso mi urge sottolineare lo sbarco del LOW TORPEDO nel Super Rugby.

 

La versione a traiettoria bassa si ottiene avvicinando il mento allo sterno o abbassando la testa come faceva Stephen Jones del Galles, ed è la versione che il rugby userà massicciamente nei prossimi 7 anni.

 

Perché tocca a terra e (basandosi sulle logiche del cricket) gira all'interno o all'esterno. Si sta specializzando Quade Cooper, che ha procurato ai Reds delle mischie nel campo degli altri dopo aver costretto gli avversari a raccogliere palloni che rimbalzavano malissimo (per chi riceve) scavalcando o rotolando.

 

Serve per trovare touche, anche con il lancio a favore (perché chi raccoglie spesso entra in crisi), per mandare molto in avanti il pallone (impreciso rispetto al punt, il Torpedo trova un taglio d'aria a siluro) o per mettere a bersaglio chi ha problemi di ricezione.

 

Le traiettorie basse e “in-swing” infastidiscono molto le ali alte, alla North, che sono sempre più frequenti.

 

Impariamo il nome, conviene.

 

 

 

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