Nocciole ovali: Gino, spettatore ovale

January 6, 2016

 

In questo* la AFL è un cartone animato, un Bracco Baldo Show: che strangoli uno o che tu vinca un mark sarà sempre free-kick. E non ti mettere a discuterne perché hanno ragione loro, ancora impegnati (da 125 anni) a smarcarsi da un gioco dal quale dicono di non derivare.

 

Per “Gino alla prima partita” è difficile concettualmente, perché del famoso “report” Gino se ne ciava, se non vede delitto&castigo ben visualizzati in pochi secondi entra in leggera crisi, crede (pensa che stupido) che sia un po' tutto concesso e impreciso.

 

Il Rugby League ha un set di regole ben “scandito” da caso a caso, ma se lo può permettere, perché non ci sono breakdown e mischie serie a ingrossare il libro delle leggi e a consumare le meningi di chi guarda. E i replay quasi sempre chiariscono tutto.

 

Per “Gino First Game” funziona abbastanza.

 

Il Rugby Union dovrebbe alleggerire tutto quello che non è strettamente necessario (e teniamo presente che in mischia e nel breakdown al momento sembra tutto necessario). Credo che senza le varianti dei vari piedi fuori dalla linea (di meta e di touche, con pallone in movimento o no) il nostro gioco andrebbe avanti comunque. E anche senza la distinzione sul turnover da maul che cambia dopo il calcio ricevuto. Non potremo mai abbassare troppo il numero di regole, ma una limata aiuterebbe. E ricordiamoci che i replay non ci aiutano come nell'Hockey, nel League o nell'AFL.

 

Pore Gino che casin.

 

I 3 esordi spettatoriali di Gino ci portano a imbuto a una realtà che i grandi strateghi del marketing non valutano quasi mai: il futuro e la diffusione di uno sport di squadra, passano ormai pesantemente attraverso il gradimento dei “first timer” alla Gino. Le introduzioni storte (o – new fashion - dritte ma fuori asse) del rugby a 15 e le trattenute della AFL contrastano con lo sforzo di spiegazione o di autodocumentazione, ma – cosa più grave - lo fanno nella fase iniziale del rapporto Gino-Sport, quella in cui (siamo nel 2016, me ne sono accorto anch'io) il nostro datore di lavoro decide in pochi minuti se darci bado o cambiare canale/sport. 

 

Guai grossi se si pensa di snaturare uno sport per inseguire l'audienz (guarda che fine ha fatto l'intrattenimento), guai medi (ma ancora più brutti) se si pensa di scimmiottare uno sport diverso, invece di pescare quel paio di cose utili senza vergognarsene.

 

Suggerisco (pensa che genio) ogni sei o sette anni di appoggiare l'I-space-coud e chiacchierare con qualche spettatore neofita per chiedergli cosa non capisce.

Altro che Copernico.

 

 

*Prima che partano le sarabande, risottolineo: in questo, non in tutto, credo si sappia in giro che mi piace il football australiano.

 

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