Altro: Corsa e Apartheid

July 5, 2016

 

Corro sull'argine, incrocio atleti, volpi, scoiattoli, gente contenta che trotta, cammina, mezzo-trotta e mezzo-cammina, spinge passeggini, ride, pedala con le mani o con i piedi, suda, parla in croato, in curdo o in ticinese. Si trovano tra-di-loro, grigliano, mi invitano, mi fanno venire fame e velocità.

Mi sorridono, mi inseguono, mi spruzzano con l'acqua, mi ignorano, mi guardano, mi ignorano.

 

Ma nelle settimane pre Horro-mbrellone trippetta e moglie impongono la cors-ansia, quindi incrocio anche dei poveri corpi con la faccia rossa, macchine da ufficio&morte che accelerano senza olio, con le gomme sgonfie e che si infliggono lesioni che non darebbero alla loro auto. La non accettazione (solo estetica, quella cardiaca va benissimo) del difetto fisico diventa inflizione di pena, stagionale, il tagliando regolare si fa agli oggetti seri, all'automobile, ai figli, agli elettrodomestici, il corpo si tira fuori solo quando può diventare visibile.

 

Povere sarco-macchine, storte e infastidite che tossiscono cibo residuo, fatica, genitori castranti, convinti che un po' è meglio di niente, senza varianti dubbi e allegria, che l'inizio è cosi ma poi si prende dentro, che bisogna mangiare poco ma un po' di tutto, senza potassio nel sangue e congiuntivo nei verbi. Convinti che se il corpo ti chiede una cosa vuol dire che la ha bisogno se no non te la chiede.

 

Il subconscio, che non è un cretino come il proprietario, produce messaggi orripilanti nello stomaco, per mandarli al cervello sperando che capisca che quella roba non può far bene. Niente da fare, lo ha detto un amico e anche un giornale che la corsetta fa bene. E poi quell'impiegata lì, ammazza oh.

 

Non puoi fermarli.

 

Il "poco-ma-di-tutto" uccide, il buon senso devasta i fegati, intasa le arterie, fa piangere i nipoti, fallire la mutua e preoccupare i vicini di casa.

La prima mossa veramente atletica è l'incendio dei proverbi, erano già sbagliati nel triste giorno in cui il deficiente di turno li ha inventati, quando non esisteva il riscaldamento, la giacca a vento, la borraccia portatile. Spiegalo tu al quasi campione provinciale di qualche balla alle macchinette del caffè che quello che salvava gli avi porta cirrosi ai nipoti. Almeno i proverbi alimentari, dài, un fuocherello, agli altri ci pensiamo con calma quando tornano l'autunno e i giacconi a coprire le trippette tristi (certo, esistono anche quelle allegre, conosco tanti piloni, bluesman, facchini e professori di filologia).

 

Daniel Kahneman ha dimostrato che gran parte degli errori ripetuti sono solo gesti di affetto per delle strutture (io le chiamo incrostazioni) rassicuranti, la sua attenzione era girata maestosamente alle scelte sociali, alle prese di decisione esterna al corpo.

L'applicazione-intro farebbe bloccare il footing (termine insesistente, inventato dagli italiani) di queste locomotive a vapore anti-suocera e chiedere a urli : UE' BUONSENSELLI, COME FA A FARTI BENE UNA CORSA CHE TI FA MALE? COME FA ? Lo farei io che non urlo mai.

 

La bocca no l'è straca se no la sa da vaca ? Qui la parafrasi veneta è fin troppo facile. Da che mondo è mondo il limone fa digerire? Coglione, se hai bevuto latte fermenta, ma non pensi a chi ti deve vivere vicino (io no di certo ma mi immedesimo) nelle 3 ore della reazione chimica?

 

Un'argine per le persone contente, di qualsiasi panza, credo o religione, una per i Buonsenselli, le suocere, la bava bianca a bordo della bocca che dice le cose giuste.

 

Apartheid. Apartheid. Apartheid.

 

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