Cricket: in dialetto e in diretta (il 3rd man) di DANIELA SCALIA

April 3, 2016

 

Immagina questo aneddoto di cricket raccontato in dialetto e in diretta, da uno che conosce bene il cricket, il suo dialetto e che la sa raccontare:

 

"Perché ti chiami Terzo Cassol?"

"Perché sono il terzo"

"Ma scusa, ma se sei figlio unico?!?"

"Ma scusa un po' te, se Primo e Secondo sono morti, cosa doveva fare mio padre, cambiarmi il nome dopo il funerale?"

"Ah, boia, non sapevo tutta la storia, scusa, ciao Terzo ci vediamo".

 

Questa l'aveva raccontata (ripeto, in diretta Eurosport e in dialetto) quel lanciatore scarsissimo che vedete nella foto a lezione all'MCG, durante Mumbai Indians - Punjab XI,  per spiegare tecnicamente la posizione di fielding di “Third Man”, cioè uno che cerca di raccogliere le palle al volo in fondo, vicino al bordo, per eliminare il battitore avversario che l'ha colpita.

 

È lì da solo eppure si chiama...“terzo uomo”.

Come Terzo Cassol.

 

Perche in età vittoriana, quando si è passati dal lancio “under arm”, cioè stile bocciofila, a quello “over arm” cioè quello attuale, i battitori erano impreparati e spesso colpivano e mandavano in cielo, spesso dietro la loro schiena, non per scelta ma per controllo approssimativo.

 

Per questo si mettevano due tizi alti (in genere i più impediti) dietro al “Wicket Keeper”, quella specie di portiere che sta dietro i paletti. È una posizione di fielding scomparsa quasi subito, ma per logica avrebbero dovuto chiamarsi First e Second Man, o Primo e Secondo e Cassol.

 

Appena i battitori hanno preso le misure e i wicket keeper hanno imparato a saltare, sono scomparsi il primo e il secondo, come i Cassol. Ma il terzo ha continuato a chiamarsi terzo anche dopo la scomparsa dei "fratelli".

 

Ho voluto rispondere con un pezzo di vecchia telecronaca a chi mi ha chiesto se non si sapeva la storia di quel nome effettivamente strano. L'ho fatto volentieri, perché a forza di ridere rischi la fine dei Cassol, ma c'é dietro una precisa spiegazione tecnica, storica e tattica.

 

Se incontri Luca ed è in vena fatti raccontare “l'originale”.

 

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