Hockey: La frase di Flavien Conne di DANIELA SCALIA

November 12, 2015

 

 

"Curiamo il tiro, il passaggio dei nostri ragazzi, il polso, la tattica...poi in baluastra lasciamo che si arrangino, al massimo diciamo di tener duro...".

 

Così ha detto il gentiluomo dell'Hockey svizzero Flavien Conne, la cui maglia è stata da poco ritirata dall'HC Lugano (e che nella foto sotto vedi al campo da football australiano), durante la bellissima trasmissione di Stefano Ferrando a RSI "Sport Non Stop".

 

Certo, io sono di parte, non dovrei parlare perché purtroppo ho capito l'Hockey molto tardi e perché sono interessata anche economicamente alla questione, ma non capisco perché ogni volta che si parla giustamente di traumi cranici nell'Hockey si attacchi il contatto fisico come ne fosse la causa.

 

Addirittura (e questo mi spaventa molto) si accusano gli allenatori che pretendono gioco fisico e cariche come fossero una colpa. E peggio ancora, si accenna addirittura a diminuire questo aspetto.

 

Limitare questo aspetto, nell'Hockey come nel Rugby, significa tradire il principio di base, del gioco per tutti. Hockey e Rugby sono grandi perché permettono di essere forti anche a giocatori con poche skills, e a garantire questo è il gioco fisico.

 

Lo togliamo? Togliamo la parte più democratica e nobile? Eliminiamo i grandi lottatori dell'Hockey?

 

Oppure insegnamo ai ragazzi come mettere le spalle al momento dell'impatto, su che gamba mettere il peso, dove mettere il bastone, magari passando attraverso il cuscino da impatto e dei giochi divertenti?

Le persone con skills hanno già decine e decine di sport, compresi Rugby e Hockey, quelli che devono ricorrere al gioco fisico ormai hanno pochi sport. Il Touch, l'Uni-hockey sono fantastici, ma non offrono successo e contratti ai "manovali" come, per esempio, Luca, e non c'è niente di offensivo a dire questo.

 

Gran parte dei traumi avviene perché la gente non sa fare o ricevere le cariche e i placcaggi, quindi si abbassa o si irrigidisce al contatto, poi giusto, bisogna lavorare anche su materiali, terreni, balaustre, etc.

 

Ma è pensabile dibattere sui traumi cranici senza consultare uno specialista del contatto fisico?

Va bene, qualcuno dirà che faccio i miei interessi e che la penso come Luca, risponderò onestamente che è proprio così.

 

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