Rugby: Il nuovo Kick-Pass

July 22, 2015

 

Pochi anni fa il kick pass era una novità, un'acrobazia, ah ah ah, il matto di Michalak!

 

Adesso se ne vedono 3/5 a partita, e per un motivo preciso: sono aumentate le difese che ti «lasciano» libero l'ultimo uomo.

 

E un sottomotivo: le squadre che attaccano stretto da prima fase (come il Galles di Gatland e prima i suoi Wasps) hanno bisogno di allargarti le difese, lo fanno sorprendendoti al largo con un kick pass.

 

Passiamo al come.

 

Galles a parte, nel rugby a 15 questo fondamentale è ancora in fase primitiva, cioè con palla calciata alta che dà tempo al difensore di scivolare, di contendere o addirittura di anticipare.

 

Servono calci bassi e tesi. Con il back spin, palle che girano indietro e ti restano più agevolmente nel marsupio. E la traiettoria di ricezione deve essere a convergere, altrimenti diventa difficile ricollegarsi con il sostegno, e anche evitare di essere spinti in touche se si è vicini alla linea.

 

La tendenza è questa, infatti a ricevere i KP non si mettono più solo giocatori alti alla North/Cuthbert, quelli casomai servono per attaccare in prima fase (come le ali «auxiliary» props del League), ma si usano giocatori con appoggi veloci, tanto ormai non si riceve (non si dovrebbe ricevere) il calcio-passaggio saltando in alto e perdendo velocità tra elevazione e atterraggio, ma si vuole ricevere rallentando molto meno la linea di corsa&cattura che va dal fuori al dentro.

 

Nel Super League si fa già da anni.

 

 

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