1991. Alice Cooper, "Hey Stoopid" e i miei toni razziali

June 5, 2015

 

 

 

Immagina per me, già iperattivo sul fronte antivittimista, leggere un testo di Alice Cooper che attacca metallicamente quel modo di vivere e, tutto sommato, di fregare gli altri.

Guidavo di notte, da Treviso a Belluno, avevo la musicassetta, appena scartata dal cellophane.

 

C'è un suono introduttivo, poi Alice attacca con un coro potente che dice "He He He Hey, Hey Stoopid". Parte il riff di Steve Burns (credo*). Classifico l'episodio tra i momenti decisivi e formativi della mia vita, da quella strofa iniziale ho trovato stimoli a non trattenermi nell'insultare pesantemente il male del mondo. Un « Hey Stoopid » anche a me che mi ero trattenuto (un pochino) invece di diffondere il verbo.

 

Ho ripensato a una compagna delle elementari che poteva fare qualsiasi demonio, tanto poi faceva così: « Uhaaaaaaaa! Uhaaaaaa » e arrivava Suor Cojona a dire: « Ecco, l'hai fatta piangere! ». Suor Sveja per fortuna la pensava diversamente, ma era in minoranza, cara la mia suora del refettorio.

 

Lo stereo dell'auto era decente ma niente di particolare, eppure ricordo una nitidezza di suono da Westminster Hall. Il basso di Hugh Mc Donald arteriava legato al riff nella strofa e in risposta alla voce nel refrain, tutte le chitarre erano sentibili, contemporanemanete e senza disturbarsi, legate e staccate insieme, non saprei come dirlo meglio di così. Il classico « AliStop » (interruzione per ripartire con batteria e coro) riprendeva la persuasione partendo dall'effetto cardiaco della scansione.

 

Secondo me quasi tutti i rocker e i televisivi in quegli anni si giocavano la carta inversa, cioè il nessun ci capisce, beviamo liquoracci contro il mondo cattivo, etc. Rendeva e rende molto, e creativamente costa poco.

 

Hey bro, take it slow bocia, prendila calma
You ain't livin' in a video non stai vivendo in un video

That ain't what rock n' roll's about il rock non funziona cosi.

 

Ohhhh yeah! Vince Furnier, in arte Alice, stava attaccando pesantemente anche gli scimmiotti secondo i quali masticando le parole e cannando lambrusco sarebbe sgorgato automaticamente rock invece che acido gastrico. L'Italia dei primi anni '90 era piena di biascicanti stonati col codice a barre. Gran parte dell'industria discografica fals-rock-Italia si è arricchita sul "poveri noialtri", me lo aveva spiegato la Niki Antonucci che ci aveva lavorato in quella fabbrica di finti Springsteen lì. Voci un po' catarrose, finali di frase morsicati (« brucia tutto quello che saiiiiiii-gn ») o ululati (« il tunnel nero e in fondo tuuuuu-hu »), occhiaie artificiali, baveri alzati e via verso nuovi stereotipi.

 

E poi il seguito, altro ossigeno per me che parlando delle vittime prendo toni razziali e non me ne vergogno:

 

This ain't your daddy talkin' non è tuo padre che ti parla
You know, I know e lo sappiamo entrambi
Your story ain't so shocking la tua storia non è cosi scioccante
You know, I know e lo sappiamo (you know, I know ha il coro di Ozzy)

 

No, non mi vergogno, sostengo che le vittime siano il male del mondo, che rubino continuamente agli altri, che causino la fame dei bambini, etc. Hanno sempre una scusa. I grandi dittatori erano/sono solo dei gran vittimoni che usano pericoli e finte sfighe per giustificare pulizie etniche (« siamo stati costretti a eliminare quelli là per non sopperire, salviamo il nostro pane quotidiano ») o grandi repressioni (« era necessario per salvare l'ordine interno, lo facciamo per il bene dei nostri poveri pensionati »).

Sento il suono sinistro delle mie teorie, ma so che le mamme-vittima ammalano i figli per curarli e riammalarli, che i colleghi vittima trattano male i figli, che le mamme di chi picchia i disabili vanno in tv a dire « mio figlio non è un mostro ». Ma no siora, ma perché non vi chiudete tutti in una riserva? A Viscid-land.

 

Il video (clicca qui) l'ho visto solo qualche anno più tardi, non sapevo esistesse, non era così automatico al tempo. Altro giro di letture, mi sono accorto che Alice Cooper, gia che c'è, tocca anche il tema dei suicidi giovanili, e ho capito anche il verso:

 

They Win You Lose Loro vincono e tu perdi

 

Riferito a una coppia obesamente mediocre che emerge e alla fine del video arde. Messaggio strapotente: se bevi e ti trafori lasci la vittoria a quegli sboiazzoni maleodoranti di fatture taroccate. No way.

 

Adesso però ho fatto un altro passo indietro, non dico più niente, perché ho l'impressione che parlando con le vittime ci si inquini un po'.

 

* Credo, ma non sono sicuro, perchè all'Album "Hey Stoopid" hanno collaborato a suonare e cantare Ozzy Osbourne, Nikki Sixx, Mick Mars, Stef Burns, Steve Vai, Joe Satriani e altri. E a scrivere Desmond Child, Vic Pepe, Jack Ponti, Kelly Keeling, Lance Bulen, Dick Wagner, Al Pitrelli, Bob Pfeifer, gli Zodiac Mindwarp.

 

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